Puer, Senex e le nozze con Psiche
Riflessioni su "Puer Aeternus" di James Hillman
C'è una frase di James Hillman, nei due saggi raccolti in Puer Aeternus, che ha la densità di un kōan: "Non è possibile progredire finché non saremo tornati indietro, e dentro, quanto basta per permettere all'uomo inconscio che è in noi di raggiungerci." È un paradosso che rovescia l'idea comune di crescita psicologica come avanzamento lineare. Per Hillman, progredire significa prima di tutto fermarsi — e lasciare che qualcosa di più profondo ci raggiunga.
Questa intuizione attraversa entrambi i saggi del volume — Il tradimento e Senex e Puer — e ne costituisce il filo invisibile. Per comprenderla occorre entrare nei due archetipi che Hillman mette in dialogo: il Senex e il Puer.
Due forze, una psiche
Il Senex è l'archetipo dell'ordine. Rappresenta la capacità di dare struttura, significato, direzione teleologica all'esperienza. È la forza che organizza, che porta a compimento, che costruisce sistemi e istituzioni. Il Senex è anche rigidità, saturazione, perfezione — e la perfezione, per Hillman, confina con la morte. Ciò che è perfettamente ordinato non ha più spazio per il movimento: è concluso.
Il Puer è la forza complementare. È eros e idealismo, slancio e ricerca, la dynamis inesauribile degli eterni "perché" del bambino. Il Puer vive nel lampo dell'intuizione, nell'urgenza del nuovo, nella fame di significati non ancora scoperti. Il Puer è anche volo senza radicamento, ispirazione che non si incarna, inizio perpetuo che non conosce compimento.
I due archetipi sono polarità permanenti della psiche: operano sempre, in ogni momento della vita, in tensione reciproca.
L'errore della progressione lineare
La cultura occidentale moderna tende a pensare la maturazione come una linea retta: dall'infanzia alla saggezza, dal caos all'ordine, dal Puer al Senex. L'idealismo giovanile diventa qualcosa da superare, e la struttura adulta la meta. Hillman vede in questo schema un'insidia: quando il Senex si separa dal Puer, l'ordine diventa sterile; quando il Puer si separa dal Senex, lo slancio diventa fuga.
"Tornare indietro, e dentro" è un atto di ricongiunzione. La parte più viva di noi — quella che desidera, che si entusiasma, che cerca — va accolta lungo il cammino verso la struttura e il significato. Deve raggiungerci.
La pazzia sacra
C'è un livello ancora più profondo in questa discesa. Hillman lo chiama il "subumano che è al centro": "Rimanere umani richiederà di rimanere in connessione psichica con il subumano che è al centro, rimanere fedeli al nostro angelo-ombra, fedeli alla nostra pazzia centrale che è anche la saggezza della natura, la quale non ha coscienza di sé e non sa parlare con parole. Significherà nutrire un senso completamente nuovo di rispetto per la nostra 'pazzia', un centrarci intorno a essa e dunque centrarla e lasciarle intorno uno spazio vitale."
L'angelo-ombra, la pazzia centrale: sono nomi per qualcosa che resiste alla coscienza ordinata, alla parola, al concetto. È la saggezza della natura in noi — muta, irrazionale, potente. Il gesto che Hillman chiede è duplice: riconoscerla, darle spazio, ma anche assimilarla in favore dell'umanità, non della bestialità. Centrarsi intorno alla propria pazzia significa accettare che il nucleo più autentico della psiche è anche il meno addomesticabile, e che ogni tentativo di eliminarlo in nome dell'ordine è una mutilazione pericolosa.
È qui che il Puer rivela la sua funzione più radicale. La dynamis del Puer — il suo eros, i suoi "perché" — è il canale attraverso cui questa saggezza muta trova espressione. Il Puer è la voce di ciò che in noi non sa ancora parlare e al quale noi possiamo dare finalmente parola e togliere bestialità.
Le nozze con Psiche
La sintesi è racchiusa in un'immagine mitologica: le nozze tra Puer e Psiche. "Nozze tra Puer e Psiche significa che ogni nuova ispirazione, ogni idea fulminante, a qualunque età della vita, in chiunque e dovunque, richiede psichizzazione. Deve innanzitutto essere trattenuta dentro il rapporto con la psiche, essere mediata dall'anima."
Psichizzare è accogliere l'ispirazione dentro la dimensione dell'anima — darle tempo, darle spessore, lasciarla dialogare con la complessità. È il gesto con cui la pazzia sacra del centro trova un alveo, senza perdere la sua forza.
"Questo soltanto rende umano il messaggio del Puer e conferisce al significato che il nuovo reca con sé i valori animici, al tempo stesso infondendo sangue e vita all'anima." L'ispirazione, trattenuta dentro il rapporto con Psiche, acquista carne. E l'anima, fecondata dall'ispirazione, torna a vivere.
Custodire il lampo
Ogni vita conosce questi momenti: un'idea che arriva con la forza di una rivelazione, un desiderio che si accende all'improvviso, un progetto che sembra contenere tutto il senso del mondo. Il Puer, in noi, li genera.
La via che Hillman indica è quella della custodia: trattenere il lampo dentro di sé, lasciare che si approfondisca, che entri in contatto con la propria storia, le proprie ferite, la propria pazzia centrale. Dargli spazio vitale. È in questa custodia che il Puer e il Senex diventano due aspetti di un unico movimento psichico: lo slancio che trova il suo alveo, l'ordine che ritrova il suo fuoco.