La Social Mindfulness rappresenta un'evoluzione della pratica meditativa tradizionale. Essa "allarga la prospettiva del singolo a partire dalla Mindfulness individuale includendo nel senso del Sé anche la relazione con l'altro." Non si tratta più soltanto di osservare la propria mente, ma di portare quella stessa attenzione consapevole nelle relazioni interpersonali e nei contesti di gruppo.

Perché la mindfulness tradizionale non basta

La mindfulness tradizionale, praticata isolatamente, può diventare controproducente in una società orientata alla performance. Quando la pratica meditativa rimane confinata all'individuo, rischia di rafforzare una visione egocentrica del benessere, trascurando la dimensione relazionale che è alla base di ogni contesto lavorativo e sociale. La consapevolezza, per essere pienamente efficace, deve espandersi oltre i confini del sé individuale.

Il programma MBOE

La Social Mindfulness trova la sua forma più strutturata nel programma MBOE (Mindfulness-Based Organisational Education) sviluppato da Mark Leonard. Questo approccio mira a sviluppare sia la sicurezza psicologica individuale che quella di gruppo, creando ambienti dove le persone possono esprimersi autenticamente senza timore di giudizio. Il programma è stato pensato specificamente per i contesti organizzativi, dove le dinamiche relazionali sono particolarmente complesse e dove lo stress può compromettere la qualità del lavoro e delle relazioni.

Le sei pratiche MBOE

Il programma MBOE include sei esercizi meditativi di breve durata, ognuno pensato per essere praticato in pochi minuti (massimo 10), rendendoli accessibili anche in contesti lavorativi frenetici:

  • Reset in 3 step – Una tecnica di consapevolezza guidata articolata in tre fasi progressive che aiuta a interrompere il pilota automatico e tornare al momento presente.
  • Bodyscan – Una pratica di focalizzazione sulle percezioni fisiche, che permette di riconoscere le tensioni accumulate nel corpo e scioglierle attraverso l'attenzione consapevole.
  • Postura e respiro – Tecniche di concentrazione basilari che utilizzano il corpo come ancora di consapevolezza, fondamentali per chi inizia la pratica.
  • Stretching – Un approccio che integra movimento e consapevolezza, favorendo la liberazione dalle tensioni fisiche accumulate durante le ore di lavoro.
  • Consapevolezza dei sentimenti – Un'esplorazione guidata della consapevolezza emotiva che aiuta a riconoscere e nominare ciò che si prova nel momento presente.
  • Vagabondaggio della mente – Una pratica di osservazione del movimento attentivo, che insegna a riconoscere quando la mente si distrae e a ricondurla gentilmente all'oggetto di attenzione.

L'accompagnamento audio

Ciascuna pratica è accompagnata da registrazioni audio di Antonella Buranello, psicoterapeuta e insegnante certificata. Questo elemento è fondamentale: avere una voce guida riduce il senso di incertezza per chi si avvicina per la prima volta alla meditazione e rende le pratiche replicabili autonomamente, anche fuori dal contesto formativo.

Sicurezza psicologica come obiettivo

L'obiettivo finale della Social Mindfulness non è semplicemente il benessere individuale, ma la creazione di contesti relazionali più sicuri e autentici. La sicurezza psicologica — la percezione di poter esprimere idee, dubbi e vulnerabilità senza rischiare conseguenze negative — è uno degli indicatori più affidabili della performance dei team. Coltivare la consapevolezza relazionale è quindi un investimento concreto non solo nella qualità della vita, ma anche nei risultati collettivi.

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